In Italia c’è una cosa strana: possiamo discutere per ore di politica, calcio o Sanremo… ma sul lavoro sembriamo tutti anestetizzati. È normale fare anni di stage, apprendistato, contratti a termine, e solo dopo — forse — arriva l’indeterminato. Una gavetta che dura quattro, cinque anni… manco se stessi costruendo razzi per la NASA. Il caso Amabile Martina Strazzer, raccontato nell’inchiesta di Charlotte Matteini, è solo l’ennesimo esempio che ci mette davanti a questa realtà. Perché la domanda vera è una: quanto deve lavorare una persona in Italia prima di essere considerata degna di un contratto stabile?