La rivoluzione dei diritti nasce da una ferita: le guerre di religione che insanguinano l’Europa tra Cinque e Seicento. Quando la fede non riesce più a fermare la violenza, giuristi e filosofi come Hobbes e Grozio, cercano una nuova base razionale della convivenza civile. Nel Settecento l’Illuminismo trasforma quella riflessione in una battaglia pubblica: il linguaggio dei diritti dell’uomo diventa un’arma contro il fanatismo, i privilegi, la tortura, la schiavitù. Dall’America del 1776 alla Francia del 1789, i diritti si affermano sulla scena della storia come principio fondativo della politica moderna.