Michael Stipe lo ha chiamato cavallo, Nureyev lo ha scelto quando aveva solo 15 anni per la sua “Morte a Venezia” (ma poi la Scala none gli ha permesso di partecipare), i più grandi fotografi del mondo lo hanno immortalato. Roberto Bolle è diventato sinonimo della parola danza e, oltre alla sua carriera da étoile, oggi si dedica alla diffusione della danza tra i più giovani.