«Un candeliere veramente tragico», così Guy de Maupassant, tra i firmatari della celebre protesta degli artisti, definì quella torre che ancora non esisteva se non sulla carta. È il 1887 e Parigi si prepara a celebrare il centenario della Rivoluzione con un'Esposizione Universale che deve stupire il mondo. Gustave Eiffel, ingegnere già celebre per le sue strutture in ferro, propone una torre di 300 metri: la più alta costruzione mai eretta dall'uomo. Ma la capitale della grazia e della pietra si ribella. Scrittori, pittori, architetti firmano una petizione contro quel "mostro di ferro" che minaccia di sfregiare per sempre lo skyline di Parigi. La torre si costruisce comunque, in tempi record, e diventa il simbolo di un'epoca che crede nel progresso, nella tecnica, nella modernità come destino.